FESTA DELLA BRUNA

2 Luglio

(testoe foto offerti dal sito http://www.festadellabruna.it/it/default.asp)

La secolare festa della Madonna della Bruna , protettrice della città di Matera, ha inizio con laprocessione “dei pastori ” con la quale i quartieri antichi si svegliano alle prime luci dell’alba per salutare il Quadro della Vergine, il cui passaggio è annunciato dai botti pirotecnici. Intanto icavalieri , scorta del carro processionale, si radunano lungo le vie e nei “vicinati ”.
Come vuole la tradizione, la mattina del 2 luglio la statua di Maria SS viene portata nella chiesa di Piccianello, per poi essere portata in processione sul carro trionfale tutto il pomeriggio lungo le strade principali gremite di gente, fino ad arrivare in serata nel piazzale del Duomo dove si compiono i “tre giri ” simbolo di presa  possesso della città da parte della SS. patrona. La statua, accompagnata dalla Curia Arcivescovile , verrà deposta in  Cattedrale.
Il carro è circondato dai “cavalieri” con cavalli bardati di fiori di carta e velluti, l’auriga incita i muli verso la piazza a poche centinaia di metri, per restituire alla folla ivi radunatasi il simbolo della festa. Con lo stesso rito secolare quindi l’anima popolare si esalta confondendo il sacro con il profano e nello stupore generale, in un tripudio di massa, il carro frutto di un lavoro artigianale di mesi, viene assaltato e distrutto (verrà ideato e ricostruito l’anno dopo).

La festa si conclude in tarda serata nel frastuono di una gara di fuochi pirotecnici

che creano uno scenario unico sugli antichi rioni dei Sassi patrimonio dell’Unesco.
LA MADONNA DELLA BRUNA

E’ radicata nei materani la convinzione che il nome Bruna provenga dal colore bruno dell’immagine della Madonna presente nel Duomo. Il restauro però ha smentito tale tesi, infatti il colore è piuttosto chiaro e l’opacità era dovuta al fumo delle candele accese nella Chiesa Madre dai credenti nei secoli.

Il nome fu quindi probabilmente istituito da Urbano VI nel momento stesso in cui propose l’istituzione di questa festa (1389).

Gattini attribuisce invece al vocabolo “bruna” (che significa corazza) il significato di questo nome.

Per altri “bruna” sarebbe una riduzione dialettale di Hebron, città della Giudea dove la Vergine visitò Santa Elisabetta. Da qui l’altro nome meno usato di “Visitazione”

Sono addirittura tre le leggende che si raccontano a Matera su questa festa.

Una di queste narra di una ragazza sconosciuta, apparsa ad un lavoratore della terra al rientro verso la città di Matera. La fanciulla chiese al buon uomo un passaggio sul suo carro e questi, dopo averla accompagnata fino alle porte della città, nei pressi della chiesetta di Piccianello, la vide trasformarsi in statua. La Vergine salutò quindi  l’incredulo contadino sussurrandogli queste parole: “così, su un carro addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città”.

Una seconda leggenda sul perchè della distruzione del Carro trionfale, narra invece di un probabile assalto dei saraceni. I materani, per scongiurare il pericolo che le icone della loro profonda devozione e venerazione cadessero nelle mani degli aggressori, distrussero loro per primi il carro, evitandone il saccheggio.

La terza leggenda racconta invece che il Conte Tramontano, signore di Matera, abbia promesso alla cittadinanza di Matera tutto il necessario per lo svolgimento della Festa in onore della Santa patrona, persino un carro nuovo ogni anno. I materani per mettere alla prova il mal sopportato tiranno, assaltarono il Carro trionfale costringendo il Conte a mantenere la promessa fatta.

LA PROCESSIONE DEI PASTORI

La Processione cosiddetta “dei pastori” è sempre partita nelle prime ore dell’alba dalla Cattedrale per girare la città (i due quartieri dei Sassi). A partire del 1800 compaiono i primi due tamburi e poi due violini che accompagnano il Quadro della Madonna per le parrocchie e le principali chiese del Caveoso e del Barisano.

Rientrata la processione nella Chiesa Madre, ai congregati e ai suonatori veniva offerta la colazione

La Storia del Carro

Dagli atti disponibili, risulta che il primo carro sia stato allestito nel 1690 dal falegname Leonardo Traietto (per l’ossatura) e sia stato decorato pittoricamente (molto probabilmente) da Don Leonardo Angelino.

All’inizio il Carro della Bruna doveva essere molto semplice, di carta dipinta, velluti e poche decorazioni. In pochi anni però, l’eco della festa crebbe moltissimo in tutto il territorio circostante Matera, di pari passo con i lasciti alla venerata protettrice che permisero, di anno in anno, di migliorare questa festa. Inoltre, nacquero nel territorio materano diverse scuole per fornire le giuste maestranze al lavoro della cartapesta, non è errato quindi considerare il Carro Trionfale una vera e propria opera d’arte.

Precisiamo che nei periodi bellici o per cause di forza maggiore, ci sono eccezioni nel completamento o nella realizzazione del Carro

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