(articolo di Ivan Iacopino)

La festa in breve

Il quadro portato per le vie di Pentidattilo. Foto BN.

Sin dai primissimi anni della fondazione del Santuario è usanza consolidata accompagnare in processione, ogni 25 marzo, l’effige della Madonna di Porto Salvo fino a Pentidattilo.

Qui la Madonna trova dimora per circa un mese per poi venire riportata in processione al suo Santuario in Melito.

Il quadro portato per le vie di Pentidattilo

Ancora oggi, nel giorno in cui la Chiesa Universale festeggia l’Annuncio dell’Angelo a Maria, i melitesi accompagnano la venerata effige dal Santuario alla contrada Tabacco e la consegnano al popolo di Pentadattilo, che sulle dolci note dell’Ave Maria la porta fino alla Protopapale dei SS Apostoli Pietro e Paolo.

La Madonna viene poi ricondotta a Melito il penultimo sabato del mese di aprile, il suo arrivo al Santuario segna l’inizio di grandi feste per tutto il paese.

Uno scorcio della rocca di Pentidattilo de del borgo

Lungo tutto il periodo che intercorre tra il 25 marzo e la data della festa, la chiesa di Pentidattilo diviene meta di pellegrinaggi ininterrotti ed in special modo nei giorni della novena, durante la quale la piccola comunità che ivi si trova, intona i suggestivi e dolci canti dialettali della tradizione.

All’imbrunire del venerdì precedente il sabato della festa si celebra a Pentadattilo una solenne Celebrazione Eucaristica, seguita da una processione per le vie del paese e da una veglia notturna che si protrae fino al mattino seguente.

La partenza da Pentidattilo

Il giorno della riconsegna del quadro ai melitesi, tutto il paese di Melito, sin dalle primissime ore del mattino entra in fermento.

Folla di fedeli che salve vero il borgo di Pentidattilo

Fin dalle 5 del mattino si notano i primi movimenti: le strade cominciano a brulicare di gente e di ragazzi che con lo zaino in spalla si incontrano innanzi ai panifici o ai bar.

Una fugace colazione e via, a piedi, alla volta di Pentadattilo: sette chilometri circa di strada che dal mare si inerpica fra le colline melitesi.

Così, già poco dopo l’alba, la strada che conduce a Pentidattilo si riempie di pellegrini come a formare un fiume, offrendo uno spettacolo variopinto e gioioso.

L'Effige della Madonna S.S. di Porto Salvorivolta dai portatori verso Pentidattilo

Al termine delle SS. Messe il vociare delle folle irrompe, spezzando il silenzio che avvolge le mura di questo splendido e caratteristico borgo ormai quasi del tutto in rovina…

Infine il quadro della Madonna esce trionalmente dalla chiesa al suono della vecchia campana e degli applausi scroscianti dei fedeli.

Inizia così il suo lento viaggio di ritorno verso il Santuario di Melito.

L'Effige della Madonna S.S. di Porto Salvo per le vie di Pentidattilo

I portatori, magistralmente guidati dal loro capo vara, prima di imboccare la strada del rientro rivolgono il quadro della Vergine verso il paese e, tra le preghiere e la commozione dei pentidattilesi, iniziano elegantemente a danzare sulle note della banda musicale, chiedendo a Maria un’ultima benedizione.

La Processione e lo scambio

La processione si snoda per diversi chilometri e le persone che seguono la Madonna si contano ormai a migliaia.

Scorcio della processione del rientro tra le colline e con la rupe di Pentidattilo sullo sfondo

Finalmente dopo diverse ore si giunge in contrada Tabacco, precisamente nel luogo dettoi livareddi, dove, nel letto della fiumara, ormai quasi completamente arido e dissecco, attende festante l’arrivo della venerata effige un’altra moltitudine di gente.

Verso mezzogiorno, l’arrivo della Madonna.

Poco prima, sulla strada statale 106, che sovrasta il torrente, viene interrotta la viabilità.

Scorcio della processione del rientro tra le colline vicino a Pentidattilo

Decine e decine di auto si fermano sulla sede stradale e centinaia di devoti, assiepati dietro le barriere di protezione del ponte, attendono di vedere la dolce immagine di Maria.

Con una vara trionfale munita di corona e baldacchino i marinari (i pescatori) attendono, impazienti, la Madonna.

È bello vedere nei volti scottati dal sole di quegli uomini, quella gioia semplice e genuina che fa venire nostalgia dell’infanzia spensierata.

Il momento dello scambio in contrata Tabacco - livareddi

Una volta ricevuta la Madonna i pescatori incitano la folla a gridare il suo evviva a Maria, e, sotto gli sguardi stanchi e smarriti dei pentidattilesi proseguono portando la vara fino al Santuario.

Per le vie di Melito

L'uscita della Madonna dal Santuario e l'avvio della processione per le vie di Melito

Il giorno seguente, domenica, ricomincia la festa, questa volta proprio in paese, e Melito si sveglia all’esplodere dei botti!

Al Santuario intanto si celebrano le S.S. Messe e si attende la messa più solenne, che di solito visto l’accorrere numeroso dei fedeli viene celebrata all’aperto.

Alle 15 circa ha inizio la processione lungo le vie del paese; anche in questa circostanza l’esaltazione è massima e la Madonna viene portata quasi sempre a ritmo di danza.

I momenti topici sono: la sosta all’ospedale Tiberio Evoli, il passaggio al rione Marina, la consegna ai Terrazzani, la sosta innanzi all’Arcipretale dell’Immacolata e il rientro.

La consegna del quadro ai Terrazzani

Nel momento in cui la Madonna, arriva al campo nomadi, e si dirige verso il luogo della consegna ai Terrazzani, le donne del rioneMarina cercano di rallentare la marcia della processione, come se volessero allontanare il più possibile il momento inevitabile della consegna.

Improvvisamente le persone sotto la vara cominciano a camminare di spalle e, dando degli spintoni ai portatori di vara, ne ostacolano l’avanzata: è un momento di vera e propria confusione ma, al tempo stesso, dalla forte capacità comunicativa: i figli non vogliono staccarsi dalla Madre!

La prcessione all'imbrunire

Giunti finalmente alla consegna, i Terrazzanientrano in possesso della vara e dopo una breve sosta innanzi all’Arcipretale dell’Immacolata proseguono in direzione del Santuario, dove nella tarda serata la processione si concluderà.

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