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Piedimonte Matese
Immacolata in Maggio

1 Response to “CAMPANIA”


  1. 1 francat 28 marzo 2014 alle 20:17

    Un processione molto particolare e suggestiva dove sfilano tele settecentesche, i

    “misteri”, duecento centurioni romani e i cantori della Passio Christi di Metastasio

    Il Venerdì Santo di Vallata: fede, tradizione e folklore dal 1541

    In Irpinia uno dei più antichi riti della settimana santa del Sud Italia

    VALLATA (AV) – Il paese della Baronia si prepara anche quest’anno a celebrare i tradizionali riti

    della Morte e Risurrezione di Cristo, nei giorni di Giovedì e Venerdì Santo. A differenza di molti

    altri eventi legati alla Passione, quello di Vallata è da considerarsi uno dei più antichi e, molto

    probabilmente, uno dei più particolari dell’intero Mezzogiorno d’Italia.

    La Processione del Giovedì e Venerdì Santo, tradizionale e spettacolare rappresentazione religiosa,

    infatti, si svolge da tempo immemorabile nel comune di Vallata. La vivacità economica del paese e

    il suo costituire un nevralgico snodo stradale determinarono lo stabilimento di una piccola ma

    fiorente comunità ebraica, specializzata nel commercio del bestiame, della lana e delle pelli, oltre

    che nelle consuete attività creditizie. A tale presenza si ricollega la scenografica rappresentazione,

    che dopo la conversione forzata del 1541, assunse il significato di una catechesi pubblica severa nei

    confronti degli antichi ebrei, ora divenuti cristiani novelli. Tali rappresentazioni iniziano il giovedì

    con la consueta lavanda dei piedi, la cattura con il tradimento di Giuda, il processo davanti a Pilato

    e la flagellazione. Si passa così al venerdì, dove viene ricordata la passione di Cristo con una

    commossa rievocazione, lontana dalle rappresentazioni sacre così diffuse nel medioevo. Il Venerdì

    Santo a Vallata rappresenta quel momento magico di incontro tra religiosità e tradizione; dove il

    momento religioso oltre a non essere ignorato dalla moderna realtà vallatese, è vissuto nel suo

    aspetto più mistico. Assistere al passaggio di una processione oggi non incute più quel rispetto

    doveroso verso il Santo, ma il passaggio della bara con la statua del Cristo morto questo sì e lo si

    vede con quanta devozione la gente si prostra. La tradizione vuole che i giovani si vestano da

    soldato romano in costume da littore o da centurione, sfidando i rigori di una primavera che quasi

    sempre tarda a venire in un paese di 870 m/slm., come prova di iniziazione attraverso l’esibizione

    fisica. Per questi giovani , la maggior parte ancora imberbe, che cominciano ad affacciarsi alla vita

    adulta, indossare una corazza e sfilare tra la folla, che assiste al lento dipanarsi della

    rappresentazione religiosa, rappresenta un’occasione in cui anche loro denunciano la propria

    esistenza alla comunità. Fino a qualche anno fa v’era la corsa a suon di soldi, precedentemente a

    sacchi di grano, per portare la statua del Cristo e lo stendardo dell’aquila latina. Nota caratteristica

    era appunto l’asta pubblica che si accendeva per portare l’aquila , perché rappresentava per i giovani

    il pezzo più ambito della rappresentazione; essa è il simbolo della potenza di Roma imperiale. Oltre

    ai simboli del potere romano, sfilano i cosiddetti “Misteri”, oggetti simbolici, e tele settecentesche,

    di antica fattura, rappresentanti le scene della vita e della morte di Cristo, con frasi del racconto

    evangelico di San Giovanni. Animano la processione due numerosi “Squadroni”, uno dei piccoli e

    uno dei grandi, formati da giovani del paese con armatura romana al completo, preceduti, il piccolo

    squadrone, dall’ Aquila latina con due alabardieri e dalla guida e, il grande, da Cesare Imperatore

    con Lictores, capo squadrone e Pilato. Partecipano alla Processione circa 150 figuranti. Il passo di

    tutti è cadenzato dal ritmo di un suono caratteristico di tromba e tamburo, che contribuisce a creare

    un ambiente di commossa riflessione sul grande mistero di dolore di Cristo. Tale meditazione è

    ulteriormente sollecitata da alcuni “cantori”. Questi sono suddivisi per squadre che sfilano ben

    distanziate le une dalle altre. Ogni squadra, formata dai migliori vocalisti locali, si ricostituisce

    annualmente con gli stessi elementi , perché tra loro è intervenuta quell’intesa vocale che di anno in

    anno viene ripresa con prove che effettuano con l’ausilio del buon vino locale che concorre a

    schiarire la voce. Essi cantano i versi della “Passione di Gesù Cristo” di Pietro Metastasio, che il

    poeta compose nel secondo periodo della sua vasta produzione e cioè tra 1730 – 1740, periodo

    caratterizzato dal suo melodramma ispirato a sincera devozione e slancio mistico. I versi, per la loro

    scarsissima diffusione letteraria, sono stati per anni tramandati oralmente o attraverso incerti scritti;

    per cui avevano preso un forte accento dialettale risultando incomprensibili alla maggioranza degli

    astanti. Tuttavia, le suggestioni della musicalità, della gestualità e dei vocalismi riescono a creare

    un indiscutibile e meraviglioso effetto. Chiudono la processione il feretro del Cristo morto

    circondato dai medici del paese e l’Addolorata circondata da bambine con bandierine listate a lutto.

    La manifestazione religiosa si conclude con un prolisso panegirico; per il quale, in tempi più

    remoti, venivano chiamati illustri oratori religiosi, che per l’occasione non perdevano l’opportunità

    di accompagnare il sermone con delle vere e proprie reprimende contro i peccati e contro il

    malcostume.

    L’appuntamento dunque è per il 17 aprile, quando all’imbrunire si svolgerà la suggestiva

    processione “aux flambeaux” del Giovedì Santo, con cattura, condanna e flagellazione del Cristo.

    L’indomani alle ore undici prenderà il via la cinquecentenaria processione del Venerdì Santo o del

    Cristo Morto.

    Approfondimenti

    Comitato Venerdì Santo Vallata (AV)

    Via Piazza di Sopra, 1 – 83059 Vallata (AV)

    Web: https://venerdisanto.wordpress.com/

    E-mail: cvsvallata@live.it

    Evento Fb: https://www.facebook.com/events/220692528132050/

    Fb: https://www.facebook.com/venerdisantovallata

    Twitter: https://twitter.com/VenerdSantoV


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