(TESTO E FOTO A CURA DI PIETRO SERRA)

 

Tutta la cittadina di Sorso è coinvolta così come le immediate vicinanze alla festa della Madonna “Noli Me Tollere”.

Nella giornata del 26 Maggio infatti si verifica una grande manifestazione di fede da parte di ogni singolo cittadino sorsense (e non solo) che arrivano dai loro rioni alla chiesetta cappuccina per rendere omaggio alla Santissima Vergine tanto amata dalla popolazione romangina.

Al mattino com’è ormai tradizione, alle ore 9 si celebra la Santa Messa presieduta dal Padre Provinciale cappuccino, mentre alle 10:30 viene celebrata la Santa Messa dall’Arcivescovo Metropolita Turritano. In caso quest’ultimo sia assente, celebra il Vicario Generale.

La sera invece, alle ore 19 tutti i sacerdoti sorsensi concelebrano una Messa a cui assistono migliaia di fedeli.

Il simulacro della Madonna per volontà della stessa Vergine non esce in processione nel giorno della sua festa se non in casi eccezionali come ricorrenze, eventi o giubilei. Al suo posto esce invece il Santissimo Sacramento portato dal Padre Provinciale che percorre un breve tragitto passando davanti alla Parrocchia di San Pantaleo per poi tornare al Santuario dalla quale pronuncerà una breve predica ai fedeli.

STORIA DEL CULTO

Nei primi anni del secolo XIII la Sardegna era continuamente invasa dai pirati turchi e saraceni, che seminavano dappertutto devastazione e terrore, e Sorso, come tante altre città e paesi dell’Isola situati in vicinanza del mare, ne piangeva le inaudite oppressioni.

Il 26 Maggio 1208 a un povero muto, che si aggirava per la spiaggia, apparve una bella Signora, la quale gli comandò che ritornasse subito in paese e chiamasse clero e popolo per venire a prenderla, volendo stabilire lì la sua dimora per proteggerli e difenderli dai nemici.

Il muto, si scusava con cenni di non poter eseguire quanto richiesto, perché privo della parola; ma incoraggiato dalla Signora obbedì ed arrivato in paese poté manifestare quanto gli era occorso, giacché si trovò sciolta la lingua, miracolo che confermò stupendamente la veridicità della sua missione.

Clero e popolo accorsero devoti e festanti al luogo indicato, ed invece della bella Signora trovarono la statua della Beata Vergine, che processionalmente, con ceri e canti di giubilo, trasportarono alla chiesa Parrocchiale.

L’indomani però non la trovarono più nel posto dove l’avevano collocata. La ricercarono piangenti per due intere giornate, e finalmente un contadino la trovò sopra una pianta d’olivo di un suo podere. Fu riportata alla Parrocchia, ma il giorno dopo mancava di nuovo, e fu ritrovata sulla medesima pianta avente sotto i piedi una pietra sulla quale erano scolpite queste parole: «Noli Me Tollere».

Da questo fatto si comprese che la Madonna voleva essere venerata in quel luogo ed aveva prescelto quel sito a trono delle future grazie che doveva spargere sul popolo, e subito fu fatta solenne promessa di edificarle ivi un santuario. Riportata la statua in Parrocchia, qui essa vi stette fino al termine dei lavori della chiesa, che, in vista delle larghe offerte, poté compiersi in meno di un anno, e quindi vi fu solennemente trasportata ed insediata.

La chiesa primitiva aveva la facciata prospiciente il mare, ma fu ben presto abbattuta ed edificata l’attuale, essendosi la Madonna ripetutamente voltata verso il paese.

Nella prima metà del secolo XVII e precisamente nel periodo che va dal 1608 al 1616, ogni notte, la campana di questa chiesa prese a suonare da sola, e nonostante fosse fissa, suonava a distesa, proprio come, nel cuor della notte, sentivasi suonare a Sassari la campana dei Frati Cappuccini, da poco stabilitisi in città.

Da questo nuovo prodigio e dallo strano modo di suonare della campana, si comprese che la Vergine chiamava ad ufficiar la sua chiesa i Minori Cappuccini, i quali vi si stabilirono intorno al 1630.

Il Sommo Pontefice Pio IX, con Rescritto 20 Giugno 1861, arricchì il Santuario dell’Indulgenza Plenaria quotidiana perpetua (non più in vigore), applicabile per i vivi e per i defunti.
Il 26 Maggio 1950 la SS. Vergine “Noli Me Tollere” veniva incoronata dal Capitolo Vaticano.
IL SANTUARIO

Di impianto seicentesco, il santuario è caratterizzato dalla facciata realizzata in lastre di marmo scuro e travertino, alternate tra loro. Si trova nella parte settentrionale del centro abitato della cittadina di Sorso.
Al suo interno, è custodito il simulacro della Beata Vergine “Noli Me Tollere”.

La costruzione della chiesa nel centro abitato, così come quella che si trova nelle campagne alla periferia di Sorso, va condotto ad alcuni episodi che catalizzano da qualche secolo il fervore e la religiosità romangina.
Secondo il racconto, infatti,  il 26 Maggio 1208 la Vergine apparve a un muto che stava raccogliendo della legna vicino al mare (nel luogo detto “Rena Bianca” ove si trova attualmente una raffigurazione in pietra), lo invitò a tornare in paese e a riferire a tutti di questo incontro, perché i sorsesi tornassero sul luogo a prenderla. Il muto obbedì, tornò in paese, si presentò ai sacerdoti e alle autorità e, gesticolando, riuscì a far comprendere che aveva qualcosa di straordinario da comunicare. In quell’occasione riacquistò anche miracolosamente la parola.

Tutti accorsero sul luogo, ma al posto della Vergine fu trovata una statua della Madonna col Bambino, che fu portata via e collocata nella Chiesa di San Pantaleo. Ma il giorno dopo la statua scomparve, per essere ritrovata presso un ulivo vicino. Tutto il paese accorse in processione e la riportò al santuario. L’episodio si ripeté poco tempo dopo: quando la statua della Vergine fu ritrovata, alla base riportava anche un’iscrizione in cui c’era scritto appunto “Noli Me Tollere”, ovvero “non portarmi via”.

A quel punto i Sorsensi compresero la volontà della Vergine di erigere un santuario. Si cominciò a edificare così la Chiesa che venne ultimata dopo appena un anno. Nel santuario venne data collocazione definitiva la statua, tuttora situata sull’altare maggiore. Sulla parete destra all’entrata del santuario, si può scorgere il frammento di un’iscrizione marmorea che secondo la tradizione sarebbe quella trovata secoli addietro ai piedi della statua.

Qui il paese celebra l’episodio dell’apparizione ogni 26 maggio.

2 Responses to “NOLI ME TOLLERE A SORSO”


  1. 1 Antonio 10 gennaio 2012 alle 23:11

    Una storia veramente eccezionale e un vero segno indelebile della presenza di dio nella diocesi di sassari ma in particolare nella città di sorso

  2. 2 marika 13 maggio 2014 alle 13:30

    è stato molto convincente la descrizione e mi è piaciuta molto come è stata espressa .complimenti a chi lo ha scritto e chi ha fatto le foto .anche se sono sfuocate sono molto chiare ed inquadrano molto bene la madonna
    comunque…..
    complimenti!!!!😊


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