16-24 Dicembre

Le Novene di Natale

articolo di Vito Lazzara
Anche la festa del Natale, come quella dell’Immacolata, è preceduta da una novena. Questa comincia il giorno dopo la conclusione dell’Ottavario dell’Immacolata: il 16 dicembre. Due sono le modalità di celebrazione di questa novena: in chiesa e per strada davanti i chisuleddi, le cappelle.
Per quanto riguarda la novena celebrata in chiesa le modalità di esecuzione di questa pratica devozionale un tempo erano diverse rispetto a quelle attuali. Innanzitutto le Novene venivano celebrate in varie chiese: Matrice, San Francesco d’Assisi, San Giuseppe, San Domenico, Carmine, San Giovanni, tuttavia gli orari in cui esse venivano eseguite variavano da chiesa a chiesa, per cui nelle prime quattro e cioè Matrice, San Francesco d’Assisi, San Giuseppe, San Domenico si celebravano la mattina verso le 8,00, al Carmine la mattina verso le 6,00, mentre a San Giovanni veniva eseguita nel pomeriggio verso le 18,00. Oggi sopravvive solo la celebrazione nella chiesa di San Giovanni.
La scaletta di esecuzione dei canti era molto simile per tutte le chiese. Si iniziava col Rosario, seguiva la Salve Regina, quindi il Viaggiu e la Litania, a conclusione della Messa veniva eseguito immancabilmente Evviva Maria (vedi appendice). San Giovanni era l’unica chiesa in cui non veniva cantato U viaggiu ma veniva eseguita la Novena liturgica in lingua latina. Essendo liturgia del Natale, ogni canto possedeva un proprio repertorio musicale, con motivi tipicamente natalizi. La Salve Regina aveva un testo anch’esso legato ai ritmi del periodo.
Il Viaggiu è quello di Binirittu Anuleru, presente in altre parti della Sicilia. Il Viaggiu consta di una introduzioni, dinovi iorna ognuno di nove strofe, mentre l’ultimo iornu(corrispondente al 24 dicembre) consta di tredici strofe. Di esso ne viene eseguito un iornu alla volta partendo dal primo e preceduto dalla introduzioni.
Le melodie della Litania erano svariatissime ma purtroppo sono cadute nell’oblio, sono quelle ricordate meno dai miei informatori, la causa di ciò è da ricercare nel fatto che esse venivano eseguite per pochi giorni all’anno mentre le altre melodie erano perlopiù riproposte per altre festività mariane. Nella traccia, come abbiamo visto, non mancava l’Evviva Maria che riprendeva il medesimo motivo dellaSalve Regina; le strofe di questo canto erano in numero di nove e differenti ogni sera. Seguivano alcune canzonette natalizie che venivano eseguite durante la celebrazione eucaristica sia al di fuori di esse. Mi e stato riferito che in qualche chiesa, come quella di San Domenico, venivano innalzati canti a Gesù Bambino anche dopo Natale, sino all’Epifania e, a volte, anche per tutto il mese di gennaio.
Oggi, questa realtà è del tutto mutata; come dicevo sopra, le novene nelle diverse chiese sono scomparse, e resiste solamente quella nella chiesa di San Giovanni. In questo luogo la novena consiste nel canto della Salve Regina, a cui segue, come accennavo sopra, la novena liturgica; quest’ultima oggi non viene più celebrata in latino ma in lingua italiana. Alla novena liturgica segue la celebrazione della Messa e il canto finale Evviva Maria.

L’altra modalità di celebrazione della novena è, come ricordavo sopra, nelle cappelle sparse per il paese. Qui ogni sera, ad un orario stabilito, confluiscono un cantore con diversi elementi della banda che con i con i loro strumenti a fiato eseguono la novena. L’ordine di esecuzione dei canti è il seguente:Salve ReginaViaggiu, la Litania ed Evviva Maria. LaSalve Regina, il Viaggiu e l’ Evviva Maria ha i medesimi testi e la stessa melodia di quelli eseguiti in chiesa; mentre, la Litania anticamente aveva diversi motivi di cui oggi se ne ha scarso ricordo. La cantata è conclusa da un pezzo che i “musicanti” chiamano Ballabili e che serve un po’ a congedare i convenuti; tuttavia essa è considerata una cosa a se stante, una cosa diversa dalla novena vera e propria. Il cantore della novena oggi è Lo Sciuto Giosafat, meglio conosciuto come Gesuzzu. Egli ha ereditato questa arte daPeppi Loritu, possiede infatti alcuni testi del “maestro”.  L’attuale cantore, però, fa un po’ di confusione; nel canto della Litania, ad esempio, storpia le parole; mentre sconosce l’ Evviva Maria che sostituisce con le ultime strofe della Salve Regina. Il gruppo di suonatori, compreso il cantore, svolgono tale attività sotto compenso di una cifra in denaro, può, inoltre, capitare che durante la novena venga offerto loro qualcosa da bere: un tempo vino oggi anche acqua e coca cola. L’ultima sera, oltre ai suonatori abituali, può intervenire qualche suonatore di strumenti a percussione come la gran cassa o i piatti. Grazie alla loro partecipazione è possibile, quella sera, eseguire qualche pezzo in più. In prossimità delle cappelle il 24 dicembre vengono allestite delle vampe che sprigionano le loro fiamme durante la novena
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