Beato fra’ Simone Napoli da Calascibetta
11 Ottobre
(articolo di Vincenzo Campo)
Nella lunga schiera di testimoni siciliani della fede cristiana può a buon diritto essere inserito il Beato Simone da Calascibetta.
Nato dalla nobile famiglia Napoli, divenne, ancor giovane, frate minore francescano osservante. Trascorreva gran parte delle sue giornate in preghiera e facendo molta penitenza. Andava in giro con un solo misero saio, a piedi scalzi e nutrendosi con pane e acqua. Fedele imitatore del Poverello d’Assisi, osservava con gioia la regola francescana e amava in modo così intenso il Signore da trascorrere anche molte ore della notte in preghiera.
Nel 1533 riformò la provincia francescana di Sicilia, proponendo una maggiore adesione all’originaria regola di San Francesco. Fu guardiano del convento di Santa Maria di Gesù a Piazza Armerina e nel 1534 ebbe lo stesso incarico a Giuliana, nel convento di Sant’Anna, dove visse sino alla morte, avvenuta l’11 ottobre del 1546. Qui mise in atto la Riforma conducendo insieme agli altri frati una vita più fedele ai valori del carisma francescano.
Davanti al convento di Sant’Anna il frate pregava vicino ad un albero con tre rami che per lui simboleggiava la Santissima Trinità. Per la sua santità e per i miracoli operati già in vita, fu amato dai giulianesi e anche dai fedeli delle vicine comunità di Chiusa Sclafani e di Bisacquino. La sua fama raggiunse, però, tutta la Sicilia e al suo passare la gente gli correva dietro baciandogli il saio e le mani e raccomandandosi alle sue preghiere.
Varie testimonianze antiche riportano numerosi miracoli da lui compiuti.
Nel 2001 il suo corpo è stato traslato dalla Chiesa di S. Anna, che versa in pessime condizioni, al Santuario della Madonna dell’Udienza di Giuliana, mentre una sua reliquia si conserva nella cittadina natale di Calascibetta.
Vanno ricordate, anche, le altre figure di santità che sono fiorite a Giuliana, ispirandosi all’ideale di povertà evangelica e al messaggio di san Francesco e di santa Chiara d’Assisi, in modo particolare il Venerabile Frat’Angelo da Giuliana, riformato del convento di Sant’Anna che intorno al 1660 vide in sogno il monte Triona (Bisacquino) irradiato di luce e una folla di fedeli in ginocchio proprio nel luogo in cui è stata, poi, ritrovata l’immagine della Madonna del Balzo, e la serva di Dio suor Glorietta Restivo, clarissa del sec. XVI il cui corpo riposa nel Santuario della Madonna dell’Udienza, proprio di fronte alla tomba di fra’ Simone.
La festa del Beato Simone da Calascibetta si celebra ogni anno l’11 ottobre nel Santuario della Madonna dell’Udienza di Giuliana dove, davanti alla sua tomba, viene accesa una lampada votiva per la pace.

NOTA BIBLIOGRAFICA
• P. Tognoletto, Paradiso serafico del fertilissimo regno di Sicilia, Palermo 1667.
• R. Pirro, Sicilia sacra, Palermo 1733.
• C. Gregorio, I Santi Siciliani, Messina, 1999.
• V. Campo e G. Scaturro, Il Convento di S. Anna di Giuliana, Corleone 2001.
• M. Liberto e G. Lo Cascio, Vita e miracoli del Beato Fra Simone da Calascibetta, Palermo 2001.
• V. Campo e G. Scaturro, Un cammino di santità. Simone da Calascibetta. Frate Minore Riformato, Corleone 2001.
• A. G. Marchese, Il Convento di Sant’Anna di Giuliana, Palermo 2001.

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