A FESTA U SIGNURI

(foto e testo di Angelo Cucco)

Un tempo la festa si articolava in otto giorni di festeggiamenti e processioni, oggi si è ridotta ad un solo giorno, adeguandosi al nuovo calendario liturgico, ed è celebrata la Domenica successiva alla festa della Santissima Trinità. Tuttavia non ha perso il brio e la devozione di un tempo. è sempre una festa sentita, partecipata, amata. è A festa u Signuri, la più importante dopo la patronale. Festa dai mille ricordi, dalle attese. Festa non di spettacoli e bancarelle ma di Fede. Durante la mattina diverse celebrazioni scandiscono i ritmi delle varie parrocchie, e sono si aprono le edicole votive maggiori. Nel pomeriggio ha luogo l’adorazione Eucaristica in chiesa Madre, le associazioni, il terzordine francescano, le 17 congregazioni , i bambini della prima comunione e i membri dell’A.C. si radunano a poco a poco in attesa della partenza della processione. Intorno alle 18,30 le prime congregazioni cominciano la loro lenta sfilata alla volta dei quartieri bassi del paese per poi risalire verso la pizzetta e i quartieri alti. La processione è in termini umani, molto lunga e percorre circa 1500 metri. Le confraternite sfilano in ordine di fondazione, dalle più nuove alle più antiche, riservando l’ultimo posto alla compagnia del Santissimo Sacramento. La processione è per statuto obbligatoria e i confratelli partecipano numerosi. Simboli propri di ogni confraternita sono lo stendardo con l’emblema del Santo, i misteri o sergentine (piccoli baluardi con emblema) e gli scapolari di vari colori (abitini) indossati dai confratelli. Da qualche anno, sia la compagnia del Rosario che la compagnia del Santissimo Sacramento, hanno reintrodotto le cappe processionali antiche che, con voce dialettale, li identificavano come “i papai o papau” Lungo tutto il tragitto della processione,si usa adornare gli altarini in cui il Santissimo sosterà per una benedizione Eucaristica, sistemare al centro della strada petali di rosa, fiori di campo e, regine incontrastate della festa: i carti rizzi ( piccole scalette di carta colorata simboleggianti le scalette del Paradiso). Per giorni e giorni la gente prepara i cart rizzi da sistemarle per la strada, formando disegni, spargendole o gettandole insieme ai petali al passaggio “du Signur”. Il Santissimo Sacramento esce in Processione sotto il Baldacchino (chiamato in dialetto baldacchinu o paraccu) e sotto l’ombrellino minore (detto u paracchinu) retti dagli ultimi confratelli entrati (la sera del Giovedì Santo) nella confraternita del Santissimo Sacramento. Ai balconi sono esposte le coperte più belle e si respira un’armonia di festa tra i vicini che da giorni aspettano il passaggio di Gesù Eucaristia. Momento denso di memoria è la sosta della processione presso la Chiesa del Collegio (Santissima Trinità). è un importante “reminescenza” di quando nella chiesa vi erano le suore di clausura (prima il colleggio di Sant’Anna, poi le figlie di Maria) e tutte le processioni vi facevano sosta per renderle partecipi. Al ritorno alla Madrice Nuova la festa si conclude con la solenne benedizione e la Celebrazione Eucaristica. Cibo tipico della festa sono i “cuddriri fritti” o i “sfinci”.

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