MADONNA DELLA LETTERA

Messina

 (testo e foto di Ivan Iacopino)

Luogo: Messina

Data: 3 Giugno (data fissa)

Tipologia: Festa Patrono Principale della Città

Secondo quanto riportato dagli Atti degli Apostoli e dalla tradizione, verso l’anno 42 si trovava a Reggio Calabria l’apostolo  Paolo che, su invito dei Messani, sbarcò in Sicilia, a 12 Km a sud di Messina (vicino l’attuale Giampilieri). A Messina l’apostolo non si fermò per molto.

Colpiti dalla sua predicazione, molti cittadini si convertirono al Cristianesimo e molti di loro manifestarono il desiderio di andare a visitare i luoghi santi e, possibilmente, di conoscere di persona anche Maria la Madre di Gesù ed i suoi familiari. San Paolo fu ben felice di accontentarli. Di questa delegazione la tradizione della Chiesa messinese ricorda Geronimo Origgiano, Marcello Benefacite, Centurione Mulè e Brizio Ottavia.

Al loro arrivo in terra santa, Maria accolse i delegati con materno affetto, ed alla loro partenza li gratificò di una lettera di protezione, arrotolata e legata con una ciocca dei suoi capelli. La delegazione tornò a Messana l’8 settembre dello stesso anno.

Nel manoscritto in lingua ebraica, tradotto in latino nel 1940 dal greco-messinese Costantino Lascaris,  si leggeva:

Maria Vergine figlia di Gioacchino,

umilissima serva di Dio, Madre di Gesù

crocifisso, della tribù di Giuda, della

stirpe di David, salute a tutti i Messinesi

e benedizione di Dio Padre Onnipotente.

Ci consta per pubblico strumento che voi

tutti con fede grande avete a noi spedito

Legati e Ambasciatori, confessando che

il Nostro Figlio, generato da Dio sia Dio

e uomo e che dopo la sua resurrezione

salì al cielo: avendo voi conosciuta la via

della verità per mezzo della predicazione

di Paolo apostolo eletto per la qual cosa

BENEDICIAMO VOI E L’ISTESSA CITTA’

della quale noi vogliamo essere perpetua

protettrice. Da Gerusalemme l’anno 42

di Nostro Figlio. Indizione 1 luna XXVII

giorno di giovedì a 3 di giugno.

 

 

I capelli con i quali la  Madonna siggillò la lettera, da allora in poi vennero custoditi nella Cattedrale. L’originale della Sacra Lettera fu accuratamente nascosta dal Senato messinese quando prima l’imperatore Diocleziano e poi Massimino perseguitarono la religione cristiana.

La lettera originale, fu poi ritrovata nell’archivio pubblico nell’anno 483.
Con i disastrosi terremoti che colpirono la città se ne persero definitivamente le tracce.

Salvino Greco afferma che “la tesi più accreditata è quella che pretende essere stata distrutta dal fuoco nell’incendio della Cattedrale del 1254 – durante la cerimonia funebre del re Corrado IV – o nel terremoto del 1693” e cita f. Gotho, che scrive ancora in “Breve ragguaglio …” “… come nel pubblico Tesoro de la città conservata si vede”. In conseguenza di questa scoperta, a Roma, sul Gianicolo, nella chiesa di San Pietro in Montorio, il

2 maggio 1717 venne incoronata una immagine della Madonna della Lettera trasferita nella chiesa da un’edicola di strada in seguito ad una serie di eventi miracolosi.
Il quadro era stato dipinto da Nicolò Pomarancio agli inizi del 1500 e fatto asportare e trasferire in quel posto il 9 agosto 1714, a spese del papa Clemente XI ed a cura del Patriarchi.La Curia di Roma, ai fedeli della Madonna della Lettera, ha concesso diverse indulgenze nel tempo a firma di diversi papi quali Paolo V, Urbano VIII, Innocenzo X e vari altri fino a Pio IX nel 1870, al fine di comprovare l’autenticità del culto.
da Così ogni 3 giugno Messina ricorda l’episodio della consegna della Lettera portando in processione una statua d’argento della Vergine, che tiene in mano la Sacra Lettera. La devozione alla Madonna della Lettera è caratteristica della Città di Messina, ed è avvalorata una antichissima tradizione.

“Apud Messanenses celebris est memoria B. Virginis Mariae, missa ipsis ab aedem dulci epistola”: così recita il “Chronicon Omnimodae Historiae” di Flavio Lucio Destro, scritto nel 430 d.C. e dedicato a S. Gerolamo. Una notazione importantissima che fa giustizia sommaria di quanti hanno sempre ritenuto che la Lettera vergata da Maria Vergine il 3 giugno dell’anno 42 e portata a Messina l’8 settembre dello stesso anno, sia stato un falso chirografo frutto, nel 1490, di una manipolazione di Costantino Lascaris.

La testimonianza di Flavio Lucio Destro, che si riferisce all’anno 86, non lascia ombra di dubbio: “Celebre è presso i messinesi la memoria della dolce epistola scritta dalla Beata Vergine Maria”. Una lettera che la Madonna legò con alcuni suoi capelli e consegnò agli ambasciatori messinesi che, informati dalla predicazione di San Paolo Apostolo nel piccolo Villaggio di Briga Marina dove era approdato, si erano recati a renderle omaggio in Palestina e ne avevano ricevuto, oltre al prezioso manoscritto, la Sua perpetua protezione di Messina.

Il vero e proprio culto della Madonna della Lettera, tuttavia, si affermò solo nel  1716, quando il monaco  Gregorio Arena portò a Messina una traduzione di un codice arabo della lettera di Maria ai Messinesi: da allora, la Madonna della Lettera assunse il ruolo di Patrona e  la sua festa si stabilì di celebrarla il 3 giugno di ogni anno.

Tale festività è celebrata con una semplice processione che ha inizio dalla Cattedrale e si svolge lungo il Corso Cavour, Via Tommaso Cannizzaro, Via Garibaldi, Via Primo Settembre e rientro al Duomo.

Un percorso di circa 3 km. con tutte le Confraternite della Diocesi nei loro abiti tradizionali, che sfilano tra due ali di fedeli.Per l’occasione, il dipinto che raffigura la Madonna della Lettera col Bambino sull’altare maggiore della Cattedrale (un rifacimento di Adolfo Romano poiché l’originaria, antichissima icona era già andata distrutta durante l’incendio sviluppatosi nel 1254, nel corso dei funerali di Corrado IV) viene ricoperto, soltanto quel giorno, della preziosa Manta d’oro, opera di Innocenzo Mangani del 1666, conservata nel Tesoro del Duomo.

La Varetta processionale in argento cesellato con quattro anfore agli angoli, venne realizzata nel 1626 ed è quella stessa che, con modifiche e varie sostituzioni, viene portata processionalmente ancora oggi.

Nel 1902 un devoto della Vergine, Nunzio Magliani, volle decorarla a sue spese con una statuetta d’argento alta novanta centimetri e raffigurante la Madonna della Lettera; incaricò, a tale scopo, lo scultore Lio Gangeri che la portò a compimento lo stesso anno, facendola niellare a Roma dall’incisore Pietro Calvi.

Alla base, si trova un trofeo a rilievo con raffigurati lo stendardo di Messina; una veduta della città e la nave che con gli ambasciatori messinesi si reca in Palestina; Maria che consegna la Lettera al capo delegazione e la stele votiva nella penisola falcata con in cima la “Madonnina”.
Dietro la statua si eleva un turibolo variamente decorato sulla cui cima, durante la processione del 3 giugno, viene collocata un’antica pigna-reliquiario in cristallo di rocca contenente I “Sacri Capelli” con i quali la Vergine legò la Lettera indirizzata ai messinesi.

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