U Santu Patri

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articolo di Vito Piscitello

In questi giorni si festeggia San Francesco daPaola chiamato comunemente dai ciminnesi “U Santu Patri”.
Nacque a Paola in Calabria nel 1416, fondò una congregazione di eremiti che divenne poi l’ordine dei Minimi di San Francesco da Paola. La regola fa riferimento all’isegnamento del poverello d’Assisi, Francesco da Paola oltre ai tre voti di castità, povertà e obbiedenza ne aggiunse un altrò, quello della penitenza e della quaresima perpetua. La sede Apostolica ne confermò tale regola nel 1506. Morì 2 Aprile del 1507 nella notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo.
Della sua vita si raccontano diversi prodigi e miracoli compiuti in giro per l’Europa.
Il famoso miracolo dello stretto di Messina in cui si narra la vicenda del Santo che non potendo attravere lo stretto in mancanza di denaro per pagare il nocchere non si confuse; confidando in Dio stese il suo mantello sul mare e vi salì soprà lui e due dei suoi confratelli, prese cosi la navigazione grazie al suo bastone che gli fece da albero maestro (il prodigioso bastone si venera nelle chiese di Paola e Palermo a lui dedicate).
La festa rionale che si svolge nel suo quartiere di Ciminna è semplice e singolare nel suo stile e coinvolge tutta la comunità parrocchiale cimminese.
Le sue origini sono molto antiche, si svolge tutta in un giorno. Nella mattinata del 25 Aprile dopo lo sparo dei mortaretti è la banda musicale a creare l’atmosfera festosa suonando per le vie del paese. Alle 11:00 nell’omonima chiesa è celebrata l’Eucaristia in modo solenne e con grande partecipazione di popolo. Intorno alle ore 16:00 tutti i bambini del paese vengono chiamati dal suono delle campane per partecipare alla tradizionale ‘Ntinna, spettacolo che consiste nel colpire le pignatte con un bastone e romperle per conquistarne il contenuto. La persona che dovrà rompere le pentole di terracotta si presenta bendata a cavallo ad un asino portato a spasso da un altra persona. Inizia così il gioco, con la gente che aspetta divertita l’abbattimento delle pignatte. Ad ogni fuori uscita dei regali custoditi nei tegami di cotto, la gente a gran voce esclama la propria adesione di meraviglia. La manifestazione folkloristica viene allietata delle note musicali e dal suono incessante delle campane.
La parola ” ‘ntinna” o ” ‘ntinni ‘ntinni “, significa cercare qualcosa che sta in alto o colpire a caso qualcosa posta sopra di se; nel dialetto ciminnese i rami di ulivo e mandorlo vengono chiamate appunto ” ‘ntinni ” dai contadini che li percuotono con un bastone chiamato “virga” nel momento della raccolta.
Alla sera intorno alle 20:00 avviene la processione del simulacro che dopo aver percorso le vie del paese ritorna nella sua chiesa.La festa si conclude con lo spettacolo pirotecnico.
Da qualche anno nelle sere che precedono la festa si svolgono alcuni spettacoli musicali-teatrali e sagre di prodotti tipici e locali; è inoltre alla seconda edizione la sfilata di asinelli con la premiazione dell’asino addobbato in modo più bello.

FOTO ‘NTINNA

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