Data: 14-17 Maggio
Luogo: Castelbuono
Tipologia: festa di confraternita (annuale); sagra (Non annuale)

(articolo di Angelo Cucco)

la statua

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l’attuale statua del Santo è in cartapesta dipinta e risale alla seconda metà dell’ottocento. Sebbene di belle forme e di buona fattura, appare oggi notevolmente stravolta e in alcuni punti mancante o deturpata. Bisogna precisare che si tratta di un statua processionale e che molte congetture messe in campo da taluni osservatori risultano del tutto false se guardate sotto questa luce. È così impossibile, o quasi, che nell’antica chiesa (prima del restauro) l’angelo che regge l’ostensorio fosse incastonato alla parete, piuttosto mi viene da pensare esistesse un turbine di nuvole a coprire il sostegno di ferro che oggi si vede . ma andiamo con ordine. La statua raffigura San Pasquale in ginocchio, una mano al cuore e l’altra aperta  in un’estasi che tuttavia lo fa restare saldamente ancorato al suolo come testimoniano le pieghe delle vesti e i piedi. La base lignea è rivestita da marmo veneziano. Il santo veste il tradizionale saio dei Minori osservanti con l’aggiunta di un particolare rilevante: i lacci del cappuccio sono simili a quelli usati nei cappulara ossia le antiche mantelle dei pastori. Lo sguardo, reso da occhi in pasta vitrea, è fisso verso l’alto, verso l’ostensorio sorretto da un angioletto seminudo.  Sul capo porta una lavoratissima aureola d’argento  riversa (altro particolare che riporta all’uso processionale). La statua è proprietà della confraternita che la commissionò, forse, prima ancora di costituirsi ufficialmente. È assai probabile l’ipotesi che esistesse un’altra effige del Santo ma non è chiaro se si trattasse di un quadro o una statua più piccola andata perduta. Una risposta potrebbe venir fuori dall’esame dei quadri accatastati nella sagrestia della chiesa odierna.  Il cordone è reale sebbene un restauro approssimativo lo ha ancorato al resto della statua con un potente fissaggio. Proprio sul cordone è possibile  rintracciare i resti di alcuni ex voto che, secondo alcuni testimoni, erano un tempo molto numerosi.

Riti scomparsi

La processione del simulacro

La processione de Santo ebbe luogo, la terza domenica di Maggio,  fino agli anni 20-30 del novecento regolarmente. Poi però, alcune dicerie che si diffondevano e alcune leggende metropolitane diffusesi su fatti incresciosi durante la processione, costrinsero le autorità ecclesiastiche a  sospendere la processione. Le dicerie erano infondate, l’unico vero problema era l’opposizione dei confratelli di San Pasquale all’egemonia dei “quattru a maidda”. Era infatti consuetudine e privilegio antico che fossero esclusivamente i confratelli del Rosario, del Santissimo Sacramento, di San Pietro e Sant’Antonino a portare le vare processionali in qualsiasi processione. Ai confratelli del Santo pastore questa regola non andava proprio a genio e cercavano di sovvertirla ad ogni occasione. Fu forse questa la vera causa della soppressione della processione: il desiderio dei congregati di portare a spalla il proprio Santo. La processione non aveva caratteristiche strane o eclatanti. Era una delle tradizionali processioni Castelbuonesi, con identico “giro” e identica struttura. Ultima reliquia della festa che fu, la vara del Santo, oggi utilizzata per il Santissimo Crocifisso.

 

La presentazione dei frutti del lavoro

Essendo tutti i congregati membri della pastorizia, era uso, durante la festa offrire parte del guadagno del gregge al Santo per contribuire alle spese della festa. V’era poi una sorta di incanto (asta) per vendere i prodotti (agnelli, formaggi, ricotte ecc.)

 

Il gregge di San Pasquale

Anche il Santo aveva il suo gregge, ed era un gregge ben fornito e vivo. I congregati usavano spartirsi le pecore e tenerle nelle proprie mandrie. Per riconoscerle avevano un “miercu” (marchio) particolare e i frutti di quegli animali erano tutti donati alla congregazione e al Santo. In alcuni periodi si adottò il metodo della suggita, lasciando ai custodi una piccola parte di prodotti ricavati dalle pecore affidategli.

LA FESTA OGGI

oggi la festa è celebrata regolarmente il 17 maggio dalla confraternita ed è preceduta da un triduo solenne. tradizionalmente la confraternita offre, dopo la messa vespertina, taralle e granite in segno di condivisione e di festa. Alcuni anni, quando v’è disponibilità economica, la festa diventa anche esterna con una sagra dei prodotti caseari curata dalgi stessi confratelli, sorteggi ed altre attrattive.

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