San Vincenzo Ferrer

prima domenica di Maggio

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DATA: prima domenica di Maggio
LUOGO: Castelbuono
TIPOLOGIA: festa di confraternita

(testo e foto di Angelo Cucco)

la statua attuale di San Vincenzo Ferreri è in cartapesta e sostituisce una più antica oggi custodita nella chiesa di San Nicasio. il santo veste gli abiti domenicani e mostra tutti gli attributi iconografici:

DSCF2123il dito puntato in alto, ad indicare il Vero Bene. nella sua vita era solito far questo gesto quando, infervorato dall’amor di Cristo, predicava alle genti. tuttavia la postura è la cristallizzazione di un evento miracoloso: un giorno fermò la caduta di un muratore da un impalcatura.

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la fiamma in testa

 

simboleggia lo Spirito Santo che irradiava le parole del Santo.

DSCF2122le ali ricordano che San Vincenzo era detto “L’angelo dell’Apocalisse” grazie alle sue omelie e al suo senso del dovere. L’amore verso Dio era tale da farlo sembrare un Nunzio Divino e non un uomo

il libro della parola e il Giglio della purezza

 

 

 

LE TRADIZIONI DI IERI E DI OGGI

A PRUCISSIONI DI L’ORU: l’oro del Santo era custodito, fino ad un ventennio fa, a casa del governatore della confraternita. la sera prima della festa la banda musicale, il tamburo, i confrati e il popolo tutto si recavano a casa del governatore che offriva un piccolo rinfresco mettendo in esposizione l’oro. subito dopo  in corteo si procedeva per le vie del paese fino alla chiesa del Rosario dove l’oro era affisso sul Santo.

A PRUCISSIONI DU SANTU: la processione del Santo, ora occasionale, era un tempo annuale. a portare il Santo erano le quattro confraternite più antiche dette “da maidda”. la banda musicale apriva il corteo, seguiva la confraternita e poi il Santo e il popolo. la processione era animata ogni tanto dal grido “ Viva San Viciinzi firriri!”. dietro la vara del Santo sfilavano processionalmente alcuni bambini malati di epilessia (i cosi i San Viciinzi) vestiti con il voto del santo (abito domenicano) richiedenti la guarigione.

A VULATA I PALLUNA: la volata dei palloni era uno dei gioco-spettacoli più comuni all’inizio del novecento. consisteva semplicemente nel far volare un numero considerevole di palloncini costruiti con carta colorata incendiandovi denro pezzetti di cotone.

I IOCA: i giochi effettuati sul sagrato erano moltissimi: cursa ‘nte sacchi, iuocu i pignati,  ‘ntinna. il tutto si svolgeva  sulla piazzetta adiacente la chiesa.

A POSA D’ARGENTU: era uso seguire questo rituale nella vestizione del Santo (riproposta). il primo giorno si lasciava senza ori votivi, il secondo si mettevano gli argenti, il terzo (vigilia della festa) gli ori.

LA FESTA OGGI: si compone di svariate e partecipatissime celebrazioni ed è allietata dalle note della banda musicale.  a volte si celebra la processione. attualissima rimane l’ACCHIANATA DU SANTU che vede protagonisti i confrati qualche giorno prima della festa. il Santo, prelevato dalla cameretta è intronizzato sull’alto altare maggiore riccamente ornato e la cui pala è velata da un grande drappo.  ancora oggi sulla porta d’ingresso si costruisce la corona d’alloro con il quadro e la piazza è illuminata da alcuni fili di lampade.

il patronato degli epilettici: il giorno della festa era uso portare in chiesa gli epilettici (malati secondo la tradizione di cosi i San Viciinzi) per chiederne la guarigione. alcuni bambini epilettici erano posti dietro al fercolo in processione.

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