La Settimana Santa

(testo e foto di Vincenzo Campo)


“Così come ogni anno con l’approssimarsi dell’inverno la natura muore, anche il tempo può morire”. Però se lo vogliono gli dei “il tempo consumato si rigenera e ricostituisce”. Ecco i rituali che si propongono di rigenerare la vita attraverso la morte. Anche se questo arcaico valore pare occultato, si ritrova in tutte le feste e in particolare nella Settimana Santa. (1)
Di essa possiamo distinguere tre fasi rapportabili a quelle espresse da Antonino Buttitta in “Percorsi simbolici” quando parla del carnevale: “il prodursi di una situazione di caos” con la morte dell’uomo/dio, “la messa in opera di un insieme di atti intesi a espellere ed eliminare le cause del pericolo”, la “rigenerazione del tempo” e la “imposizione di un nuovo ordine” ovvero del cosmos. (2)
Nel ciclo della Settimana Santa, con cui i cristiani ricordano la morte e la resurrezione di Cristo, qualche studioso ha altresì riscontrato i legami con una simile celebrazione che avveniva in Siria, in onore del dio Adone. (3)
A quest’ultimo si rapporta ‘u lavureddu (grano e lenticchie fatti germogliare al buio) che adorna i Sepolcri del Giovedì Santo. (4)
Rilevanti sono i Lamenti di Maria che venivano cantati il Venerdì Santo ai piedi della croce e durante la processione del Cristo morto. E’ evidente il rapporto tra questi canti e la lauda umbra sviluppatasi nel Medioevo con le confraternite e Jacopone da Todi. (5)
I frammenti che oggi conosciamo dei Lamenti di Maria, editi in La Passione di Giuliana di A. G. Marchese, hanno come tema il dolore della Vergine che cerca il Figlio e implora pietà dagli artigiani che stanno preparando l’occorrente per la crocifissione.
Tutti i rituali della Settimana Santa a Giuliana sono curati dalla Confraternita di Maria SS. dei Sette Dolori. Non è un caso che sia questa confraternita ad averne il monopolio, poiché di essa facevano parte “i gentiluomini e i più onorati operai del comune”. (6)
Ancora oggi, nella memoria popolare, è vivo il ricordo dei privilegi goduti da questa congregazione.
Non si può concludere il discorso sulla Settimana Santa a Giuliana senza parlare dell’episodio, ormai in disuso, dell’incontro tra Maria e il Figlio Risorto che la mattina di Pasqua si svolgeva nella piazza principale del paese. Tale evento a Giuliana è chiamato ‘A paci, in altre località della Sicilia ‘U ‘ncontru. Erano due piccoli angeli, portati a mano dai ragazzi, ad annunciare alla Madonna la risurrezione del Figlio. La Vergine, appresa la lieta notizia, lasciava cadere il mantello nero e correva verso Gesù che era al centro della piazza. Con questo episodio si celebrava il ritorno dell’ordine ormai affermato.
In segno di festa per la resurrezione di Cristo si svolgeva anche ‘U Paliu, un momento di gioco in cui i giovani davano prova della propria abilità sostenendo sul mento o sulla fronte il pesante gonfalone rosso della confraternita del SS. Sacramento che portava il simulacro ligneo del Cristo risorto (sec. XVII). Si occupava della Vergine la Confraternita del SS. Rosario.
Il gioco che si svolge nella pubblica piazza richiama ancora una volta lo spirito carnevalesco, “la festa del tempo che tutto distrugge e tutto rinnova”.(7)

Durante la settimana Santa, il martedì, viene esposta alla venerazione dei fedeli, una reliquia della Sacra Sindone donata a Giuliana da Federico II d’Aragona che effettuò vari soggiorni nel castello di Giuliana come quelli del 1328 e del 1332. Federico II ebbe tale reliquia tramite la sorella S. Elisabetta di Portogallo.(8)

NOTE
(1) M. Eliade, Trattato di storia delle religioni, Torino, 1976.
(2) A. Buttitta, L’utopia del carnevale, in A. Buttitta – S. Miceli, Percorsi simbolici, Palermo, 1989, pagg. 137 – 147.
(3) J. G. Frazer, Il ramo d’oro, vol. II, Torino, 1973.
(4) Oggi la Chiesa Cattolica chiama i Sepolcri, altari della riposizione del Santissimo Sacramento.
(5) A. G. Marchese, La Passione di Giuliana, Palermo, 1979.
(6) G. Millunzi, Profilo storico dell’archidiocesi di Monreale, in Boll. Eccl. Diocesani, Monreale, 1911.
(7) M. Bachtin, Dostoevskij. Poetica e stilistica, Torino, 1968, pagg. 159-172.
(8) V. Campo – G.Scaturro, La Sindone di Giuliana, Corleone 2000

0 Responses to “Settimana Santa a Giuliana”



  1. Lascia un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...





%d blogger cliccano Mi Piace per questo: