(Testo E foto di Angelo Cucco; FOTO anche dal gruppo facebook sulla festa)

Ogni anno, il lunedì dopo Pentecoste, Gangi festeggia con grande maestosità lo Spirito Santo. I festeggiamenti vengono preceduti da una novena di preparazione; durante i giorni di preparazione le dolci note di preghiere in siciliano riecheggiano dentro il santuario.

Il lunedì, nel primo pomeriggio, la processione percorre le vie del paese toccando le maggiori chiese da cui si aggiungono di volta in volta i numerosi simulacri che compongono la lunga processione, per raggiungere infine un totale di circa quaranta simulacri. Le statue si presentano di splendida fattura e di diverse epoche; è uso che alcune statue procedano in coppia in processione mentre altre singolarmente. Tradizionale il grido che si leva dai portatori di ogni singola vara, al passaggio davanti una chiesa o in particolari momenti della processione: “ viva Sant’(nome Santo),e lù Spiritu Santu, e la Misericordia di Diu”;  il nome del Santo cambia a secondo del Santo portato.

La festosa processione è preceduta da uomini, ragazzi, donne o bambini che con un piccolo contenitore d’argento raccolgono le offerte per questo o quell’altro Santo; procedono lentamente gridando il nome del Santo e muovendo il contenitore che risuona di monete.

Particolarissimo momento è la salita alla Via Crucis. le più leggere e piccole  statue percorrono le varie stazioni, mentre le più grandi sostano davanti il cancello.

La processione si avvia infine lentamente verso il Santuario. 

Verso le ore 18.30 i tamburinai giungono al piazzale antistante il Santuario aprendo il corteo e rendendo il loro omaggio allo Spirito Santo. Subito dopo, annunziato dal parroco, San Giovanni Bosco apre “i Cursi” o  “Miraculi”: ogni Santo percorre il piazzale per tre volte correndo; queste corse simboleggiano la prontezza nell’ubbidire e lo slancio del Santo nei confronti dello Spirito Santo. 

Durante la corsa riecheggia il tradizionale e festoso grido. Sempre di corsa i Santi sono condotti all’interno del Santuario per farli chinare verso l’immagine dello Spirito Santo.

La particolarità della processione sta nel fatto che i vari simulacri  sono portati a spalla alcune da uomini, altre da donne, altre dai ragazzi e alcune perfino dai bambini. Tutti i Santi compiono “i Miraculi” ad uno ad uno e presentati dal parroco.

L’ultima corsa, come per tradizione, è quella del gruppo statuario della Trasfigurazione, detta dai gangitani “il Salvatore”.

Particolare la risalita  di San Cataldo (Santo Patrono del paese) che è riportato alla sua chiesa a spalla: raccontano orgogliosi i gangitani che qualche hanno fa il camion che doveva ricondurre le statue in paese non partì finché non fu scesa la statua di San Cataldo. Gli altri simulacri invece vengono riportati in paese sopra dei camion.

Chiude il lungo corteo la Reliquia della S. Croce, con cui viene impartita la benedizione agli astanti.

PRIMO ALBUM
FOTO 2

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