(foto e testo di Angelo Cucco)

Metà settembre si illumina di fede a Castelbuono, quando l’11 settembre la parrocchia di Sant’Antonino martire entra in fibrillazione: si riapre il triduo, ritorna la festa grande del Santissimo Crocifisso.
Per tutto l’anno, come in un percorso a tappe, i castelbuonesi accorrono ai piedi di Gesù Crocifisso: tutti i venerdì, il tre maggio e il Venerdì Santo la comunità si raccoglie in preghiera ai piedi del suo Compatrono.
La festa del 14 settembre ha il suo fulcro nella parrocchia di Sant’Antonino Martire dal XVII secolo, quando frate Umile Pintorna scolpì il bellissimo Crocifisso, dimostratosi subito miracoloso. Raccontano le cronache del tempo che i compagni monaci del frate scultore l’abbiano visto in estasi insieme agli angeli mentre scolpiva il volto del Cristo.
Prima di questa data la festa era celebrata nell’ex chiesa del Crocifisso sita in corso Umberto e il simulacro portato in processione era il Crocifisso bizantineggiante conservato alla Madrice Nuova.
Giorno 14 l’alboreggiata con le “maschiate” desta una cittadina in festa. Le celebrazioni, una ogni ora a partire dalle ore 7.00, vedono la partecipazione di tutte le parrocchie e l’accorrere di una grandissima folla.
Alle ore 15:00 i “mastri di vara”  fanno scendere il Crocifisso dall’altare maggiore
Le abili mani compiono i tradizionali movimenti e la Croce, barcollando, si stacca. Finalmente il Crocifisso è tra i suoi devoti! steso sui banchi della chiesa. Si lascia pulire dai tanti devoti cha accorrono con i fazzoletti che poi conserveranno per sempre. Sembra un uomo vero, tanto è perfetto.
Si procede subito a portarlo fuori sul fercolo. Ed eccolo il Ss. Crocifisso preceduto dalle confraternite e dal clero percorrere il centro cittadino portato a spalla sul suo pesantissimo fercolo; a scortarlo le numerose consorelle del Santissimo Crocifisso.
Al rientro i fuochi pirotecnici è il momento più emozionante: “l’acchinata da Cruci”. Infatti smontato dalla “vara” il Crocifisso è ricondotto in chiesa con procedura inversa a quella delle ore 15:00 e riposto sull’altare; il tutto è accompagnato dagli evviva e da un lungo, lunghissimo applauso.
Qualcuno ancora fa risuonare l’antico “e priamulu spissu a Gesù Crucifissu ca ni sarvirà” ma il resto della nenia resta solo tra le labbra socchiuse dei devoti, con gli occhi lucidi e il cuore pieno d’amore.
Subito dopo la processione  la celebrazione eucaristica solenne e la benedizione finale che chiudono i festeggiamenti religiosi dando il via alla festa di piazza e al giro per la grande fiera (logge).
In molti chiedono un fiore che ornava la “vara” del Crocifisso per poi conservarlo.

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