(testo di Angelo Cucco)

il Venerdì Santo è per gli insnellesi un giorno di intensa religiosità. Memori ancora dei bei tempi della Casazza, in cui quadri viventi animavano la secolare processione serotina, gli abitanti del centro madonita rivivono la Passione di Cristo.
le prime luci del giorno si confondono con le candele dei “sepurcra” riccamente parati. Il Cristo, vegliato nella notte, reposto e nascosto alla vista dei fedeli, viene ripresentato in croce alle tre del pomeriggio.
Centro della devozione è la Chiesa di San Michele. Il Crocifisso è posto in basso, alla pubblica venerazione.
In tarda serata ha inizio la processione mesta della Sulità, termine  di origine spagnola che riecheggia SOLEDAD (riferito alla Madonna Addolorata).
tre i simulacri che verranno accompagnati nel silenzio dalle tre confraternite, dal coro e dalla popolazione commossa: il Crocifisso, l’Addolorata e u Catalettu (il Cristo morto nell’urna).
La processione si svolge in tale forma da secoli, fino agli anni 5o del novecento era preceduta, ogni 5 o 8 anni, dalla sfilata dei gruppi viventi della casazza che narrava la storia della Redenzione.

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