DATA: Variabile
LUOGO: Palermo
TIPOLOGIA: riti della settimana santa; organizzazione confraternarle-rionale

(articolo a cura di Filippo Sapienza)

La venerabile confraternita di Maria SS. Addolorata del venerdi Santo ai fornai,nasce nel cuore dell’ albergheria subito dopo la “grande guerra”.
fondata il 15 settembre del 1922,memoria di Maria Addolorata. è una delle neoconfraternite della antica diocesi di Palermo,ma nonstante la sua nascita recente ,la confraternità è riuscita, nel corso di questi anni, ad attirare una moltitudine di fedeli.La confraternita si trova nel territorio della parrocchia “San Giuseppe Cafasso” ha sede nella rettoria,nella chisa di Sant’Isidoro agricoltore,meglio conosciuta come la chiesa dei “Fornai”dovuta alle maestranze seicentesche che fondarono l’ altra confraternita  di “Gesù e Maria” dei lavoranti fornai.
la devozione verso il Cristo morto e  Maria addolorata è impregnata nel Cuore dei palermitani,dovuta alla seicentesca dominzione spagnola;la tradizione “del trasporto di cristo al sepolcro” è divenuta fulcro di tutto l’ anno liturgico. è accompagnata da gesti umili di pietà popolare ma allo stesso tempo espressione di grande fede: un cero e piedi scalzi,riscattando un voto,una grazia,un miracolo.La forte devozione alla “Mater Dolorosa” nel quartiere è evidente.La madre del Dio sofferente è immagine della sofferenza umana,così ogni uomo,ogni donna in Lei sente il divino reso umano,il devoto davanti all’ addolorata si sente capito,compreso,piange come lei piange ,soffre come lei soffre.

La statua lignea della vergine addolorata è di moderna fattura ma allo stesso tempo di notevole pregio.come di tradizione è vestita con una tunica,finemente decorata a mano,e un ampio manto in velluto nero. in testa il diadema,o meglio conosciuta “la raggiera”simbolo della donna dell apocalisse coronata da dodici stelle, ma anche della trasfigurazione della vergine ai piedi della croce,non solo madre di Dio,ma anche madre dell’ intero popolo cristiano. la macchina processionale,o la “vara” nera è decorata con fregi e putti in oro e argento,opera di maestri palermitani. La vara il giorno della processione è portata a spalla dai devoti per l intero itinerario processionale.
la statua del cristo morto è in cartapesta,degli inizi dell’ ottocento. indossa un perizoma bianco finemente decorato in oro.il simulacro è sistemato su un lenzuolo e la testa su un cuscino finemente decorati in oro. Il Cristo è contenuto dentro una splendida urna in stile barocco. la parte superiore è interamente di colore oro e argento,sormontata da un angelo,la parte inferiore è i colore nero e decorata con fregi e putti in oro e argento. il tutto scandito da quadri che riproduco “scene della via crucis”. anche la macchina processionale del cristo è portata a spalle per l’ intera processione.

La Settimana Santa all’ albergheria si svolge in maniera differente rispetto alle altre processioni rionali del Venerdi Santo.
Tutto inizia la mattina della Domenica delle palme,con la tradizionale benedizione delle fronde di ulivo e di palme,il tutto accompagnato dalla rappresentazione dell’ ingresso di Gesù a geruzalemme.
In scena ci sono cra 80 attori,tra Gesù,le tre marie,gli apostoli,le guardie e il popolo.
Il Giovedi Santo,subito dopo la celebrazione della messa in coena Domini,nella villetta attigua alla chiesa,viene messa in scena la rappresentazione dell’ arresto di Gesù e la condanna.
Nel salone vicino la chiesa,dopo la manifestazione esterna,si inaugura una mostra con scene della Passione di Cristo.Una sorta di percorso per la riflessione personale sul dramma della morte di Gesù e del dolore della Madre.In Chiesa come da tradizione la visita ai “sepolcri”.
il Venerdi Santo,nella piazza di fronte la Chiesa,alle ore 15,00 viene messa in scena,la rappresentazione più commovente,più drammatica: La crocifissione e la morte di Gesù.
la piazza è gremita di fedeli,la musica struggente,pianti,lacrime,sangue, sacrifico e mistero salvifico si intrecciano e suscitano gli animi.
Il tutto per rendere quel giorno attuale,non un fatto del passato,ma un Cristo che continua a morire per l’uomo e una vergine addolorata che piange per i peccati di noi tutti.I ragazzi che partecipano non si sentono attori,ma “missionari” del Vangelo,un vangelo parlato e animato,visivo. “occhiu ca un biri,cori cà un duoli”.subito dopo l evento rappresentativo,inizia la processione con un corteo di circa 350 figuranti,vestiti in abiti d’ epoca. Dopo la sfilata del corteo,le bande con le famose marce funebri,accompagnano l ingresso dell ‘ urna del Cristo morto in piazza,accompagnata anche dalla lettura dei “lamenti del Signore”. Momento drammatico e di forte emozione.
Subito dopo il Cristo,fa il suo ingresso in piazza la macchina processionale dell’ Addolorata,accompagnata dal canto dell’ “AVE MARIA”.
la processione inizia a snodarsi dalle 18,00, passa per le strade del centro storico,e fail suo rientro alle 02;00 del mattino. L’intero percorso è accompaganto da pratiche di pietà popolare,via crucis,recita del rosario,lettura del

Vangelo,scandito dallo struggente suono delle marce funebri e i fedeli a piedi scalzi tenendo in mano il cero votivo.
Il giorno di Pasqua,il giorno del trionfo di Cristo sulla morte,viene messa in scena l’ ultima rappresentazione: la resurrezione di Cristo e il tradizionale incontro con Maria sua madre,chE alla visione del Figlio vivo toglie il colore del lutto,e insieme al Figlio,trionfa splendente!

 

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